I premi letterari di "Etruria Faber Music"
Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
I Edizione 2016
Categoria "Canzoniere"
I Premio
Quella nube opaca
Un fitto bianco mi circonda
Mentre le persone
Passano lungo le strade
Senza nemmeno accorgersene.
Non vedo nulla,
nemmeno quegli alberi vicini
che stanno piangendo foglie.
Si sentono solamente rumori…
Oggi no…
Non voglio udire rumori,
si potrebbero scrivere poesie in un silenzio profondo
senza quei rumori
Quelle che erano irte vette,
ora sono semplici colli.
Quelle persone che ebbi conosciuto quando ancor piccola ero
Stanno seguendo il mio cammino
Da lassù…
In cielo.
Come passa il tempo,
come passano gli anni.
Quella nube al calar del vespero
Diventa sempre più opaca,
ma oltre questa nebbia
c’è l’infinito.
Melissa Storchi (Bibbiano - RE)
Motivazione
Un testo venato di malinconia che si proietta nel passaggio e nei ricordi e che, in chiusura, pare aprirsi alla speranza.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
I Edizione 2016
Categoria "Canzoniere"
II Premio
La Primavera
Lentamente giunge
Con i suoi passi lenti
Nello scorrere dei torrenti
Che sgorgano dalle sorgenti
Ogni variazione di colore sboccia
Le gocce di rugiada scivolano dalle foglie
Un’esplosione di emozioni
Si espande
E prende parte nell’atmosfera
Questa è la primavera!
Il sole è come il sorriso
Sul mio viso
Il sibilo del vento
Sussurra i profumi
Del concerto dei fiori
Il cinguettio fa eco tra i rami
E mi inebria il dolce canto
Mentre colore e calore inediti
Preparano la perfezione della nuova stagione.
Gilda Gallifoco (Arezzo)
Motivazione
Con linguaggio semplice, ma non privo di efficacia, il testo, essenzialmente descrittivo, unisce alle sensazioni visive, appena evocate con sapiente delicatezza, quelle emotive, intense ed insistite.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
I Edizione 2016
Categoria "Ragazzi"
III Premio
Migrante
(valida quercia)
“Italiam Fato profugus laviniaque venit” Eneide, I
Costernato e Costretto Cerco
Un Focolare diverso
Tra la sabbia e i flutti e l’onde sovrani.
Io, faro acceso di Fuoco,
avvolto dalla Nebbia.
Così è stato deciso: il Fato.
Scampato alle fiamme della rocca mia Amata
Convivo col gelo del Tutto.
Io, schiavo trascinato dal nulla,
Uomo di mai
Uomo di sempre.
Fantasma di Pensieri, scheletro carnoso Irto di Dure Rupi,
Io, questo rottame di fuoco,
Io, questo avanzo delirante di vita.
Così ha parlato: il Fato.
Costretto e Costernato Cerco
Nel Vento
Una patria non mia, il regno sul mare.
La mia fuga codarda in nome dei Penati falsi e bugiardi
Brucia però più delle fiamme d Troia Nettunia: Sprofondata Sottosopra.
Se il mare nostro è così grande,
perché le onde mi spingono là dove la fronte mi si corrode,
lentamente?
Se il Pio Enea vede un bocciolo per terra, perché non può coglierlo?
Se il Pio Enea vede una Donna bellissima, perché non può amarla?
Così Enea muore,
Così, ha parlato: il Fato.
Il suo Uccisore
Chiara Donati (Firenze)
Motivazione: Il componimento è quasi un petit poème en prose che nasce da un pessimismo di fondo, perentorio, ma non rassegnato. Si fa apprezzare l’intreccio denso di significati e ricco di suggestioni, fra reminiscenze classiche non fini a se stesse e una realtà esplorata in tutta la sua crudezza.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
I Edizione 2016
Categoria "Canzoniere"
III Premio
L'arcobaleno
Ho steso le mie ali,
dritte al cielo,
sono l’arcobaleno.
Ogni colore mi appartiene,
ma tutti me li prendono.
Ognuno mostra ciò che è,
bravo com’è,
ma ora io ci sono
viene fuori l’arcobaleno che è in me.
Maria Cirillo (Arezzo)
Motivazione
Breve, ma intenso componimento, fortemente evocativo anche per l’efficace scelta dei singoli termini. Il poeta descrive il fatto naturale con sereno entusiasmo e nell’ultimo verso, inaspettatamente, vi si identifica.
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