I premi letterari di "Etruria Faber Music"
Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
II Premio ex aequo
I Bambini di Aleppo
«Là dove hanno fatto il deserto,
lo hanno chiamato pace».
Publio Cornelio Tacito, La vita di Agricola.
Cantano ancora i bambini di Aleppo
ora che la coperta è calda nella notte,
il rombo cupo non fa più paura
è suono che prelude al temporale,
le ombre s’allungano nella stanza
senza avvolgere il viso delle bambole.
Hanno ancora negli occhi il rogo
delle case e nelle mani piaghe di paura
col filo spinato ancora tra le dita
e la borraccia a tracolla semivuota.
Hanno visto il fuoco della pelle
marchio d’infamia dei vinti, memoria
della viltà e del silenzio dei forti.
Nascondono un fiore dentro il diario
per segnare i giorni trascorsi
a contare il silenzio delle grida.
Ah, com’è triste il giorno senza voci,
ogni silenzio è una croce nel mio cuore.
Canteranno ancora i bambini di Aleppo
nella Valle di Elah, verso il giardino
dei ciliegi in fiore.
Pietro Catalano (Roma)
Motivazione: Pregevole componimento scritto in endecasillabi a ritmo lento e che descrive con efficacia di immagini la paura e le sofferenze dei bambini siriani durante i giorni della guerra.
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- Categoria: Premio Petrarca
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Piccoli Poeti"
I Premio
Io
Io sogno di giorno
Io parlo da solo
Io corro da fermo
Io prendo le mie mani
Io parto per le vacanze
Io esco dalla tomba
Benedetto Cicini Nobilia (Roma)
Motivazione: Breve descrizione in prima persona di azioni e gesti che, come si evince dall’ultimo verso, hanno, per il giovanissimo autore, un sapore ed effetto di rinascita.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
III Premio
Se ci fossi stato
So che se ci fossi stato
mi avresti preso per mano
e accompagnato nel mio
ultimo pezzo di strada
Avresti riso delle mie gioie
e sofferto dei miei dolori
avresti sorriso delle mie nevrosi
e consolato le mie paure
Avresti guardato con affetto
anche le mie rughe
e il mio incedere incerto
Mi avresti amato…
Ma non ci sei stato
e ora mi manchi
figlio mai nato.
Luciana Battista (Gorgonzola - Milano)
Motivazione: Struggente poesia dedicata ad un “figlio mai nato” e alle gioie e dolori che con lui non ha potuto condividere. Il componimento è impostato, come si evince dal titolo, come un’aspirazione mai realizzata.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
II Premio ex aequo
11 Febbraio, la valle e l'aurora
Ad Amelia Rosselli, musicista, poetessa e traduttrice
dell’opera di Sylvia Plath alla quale si sentiva intellettualmente ed emotivamente legata.
Entrambe morirono per suicidio l’11 febbraio,
nel 1963 la Plath, nel 1996 la Rosselli.
Sylvia, me ne vado
e lo faccio senza far rumore
come fossi nube o polline di maggio,
una goccia di rugiada,
la neve o un raggio.
Me ne vado
perché son satura di pioggia fino al cuore,
lascio al vento i miei sogni,
le mie ottave e il mio tremore.
Me ne vado,
volo via da questo mondo
che si esprime solo in prosa,
e diverrò eterna come un verso,
come una rosa.
Sylvia presto saremo intrecciate
come fili di cotone
e ogni nostro sentire si farà parola,
tu sarai valle ed io l’aurora.
“Perdonatemi, perdonatemi,
perdonatemi,
vi amo”.
Luciano Giovannini (Roma)
Motivazione: Poesia delicatissima ed insieme vibrante: parole d’ addio alla vita che l’autore immagina rivolte da dalla poetessa Amelia Rosselli alla poetessa Silvia Plath. Due figure legate dall’amore per la poesia ed entrambe suicide l’11 febbraio, a trentatré anni di distanza l’una dall’altra.
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