I premi letterari di "Etruria Faber Music"
Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Piccoli Poeti"
I Premio
Io
Io sogno di giorno
Io parlo da solo
Io corro da fermo
Io prendo le mie mani
Io parto per le vacanze
Io esco dalla tomba
Benedetto Cicini Nobilia (Roma)
Motivazione: Breve descrizione in prima persona di azioni e gesti che, come si evince dall’ultimo verso, hanno, per il giovanissimo autore, un sapore ed effetto di rinascita.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
III Premio
Se ci fossi stato
So che se ci fossi stato
mi avresti preso per mano
e accompagnato nel mio
ultimo pezzo di strada
Avresti riso delle mie gioie
e sofferto dei miei dolori
avresti sorriso delle mie nevrosi
e consolato le mie paure
Avresti guardato con affetto
anche le mie rughe
e il mio incedere incerto
Mi avresti amato…
Ma non ci sei stato
e ora mi manchi
figlio mai nato.
Luciana Battista (Gorgonzola - Milano)
Motivazione: Struggente poesia dedicata ad un “figlio mai nato” e alle gioie e dolori che con lui non ha potuto condividere. Il componimento è impostato, come si evince dal titolo, come un’aspirazione mai realizzata.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
II Premio ex aequo
11 Febbraio, la valle e l'aurora
Ad Amelia Rosselli, musicista, poetessa e traduttrice
dell’opera di Sylvia Plath alla quale si sentiva intellettualmente ed emotivamente legata.
Entrambe morirono per suicidio l’11 febbraio,
nel 1963 la Plath, nel 1996 la Rosselli.
Sylvia, me ne vado
e lo faccio senza far rumore
come fossi nube o polline di maggio,
una goccia di rugiada,
la neve o un raggio.
Me ne vado
perché son satura di pioggia fino al cuore,
lascio al vento i miei sogni,
le mie ottave e il mio tremore.
Me ne vado,
volo via da questo mondo
che si esprime solo in prosa,
e diverrò eterna come un verso,
come una rosa.
Sylvia presto saremo intrecciate
come fili di cotone
e ogni nostro sentire si farà parola,
tu sarai valle ed io l’aurora.
“Perdonatemi, perdonatemi,
perdonatemi,
vi amo”.
Luciano Giovannini (Roma)
Motivazione: Poesia delicatissima ed insieme vibrante: parole d’ addio alla vita che l’autore immagina rivolte da dalla poetessa Amelia Rosselli alla poetessa Silvia Plath. Due figure legate dall’amore per la poesia ed entrambe suicide l’11 febbraio, a trentatré anni di distanza l’una dall’altra.
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Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IX Edizione 2025
Categoria "Adulti"
I Premio
Ti ho visto
Ti ho visto intriso di dolore,
gli occhi spenti incollati a terra,
le membra dilaniate,
tra palazzi sventrati a Kiev.
Ti ho visto tra i boati di esplosioni,
inghiottito dalle macerie
come brandello usato,
mentre stringevi nel pugno terra di Palestina.
Ti ho visto mentre carezzavi
grida di bimbi impauriti nella notte,
invasa dalle bombe intelligenti
nel cielo di Baghdad.
Ti ho visto tra le preghiere dei migranti,
mentre l’eco della tempesta,
s’infrangeva sugli scogli
annegato in mare fra mille inermi creature.
Ti ho visto nell’eco delle pietre d’inciampo,
deportato nei campi di sterminio,
ridotto in cenere, senza dignità,
fluire nella Storia che inesorabile si ripete.
Urla mute di un’Umanità ferita
che mordono la coscienza,
e si confondono con il rumorio del Mondo,
lasciandoci alla deriva.
Ti ho visto, lo sguardo muto, incollato al telegiornale,
nella anestesia indifferente del Mondo,
impotente dinanzi all’orrore
e sazio di miraggi senza un domani.
Cinzia Manetti (Poggibonsi - SI)
Motivazione: Poesia di forte impronta civile che ripercorre i drammi e le ferite inferte da guerre, stermini, migrazioni, in contrasto con l’ ”anestesia indifferente del Mondo”. Componimento composto da sette quartine di decasillabi e ottonari e sorretto dall’anafora di “Ti ho visto”, di quasimodiana memoria.
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