I Premi Letterari di Associazione Etruria Faber Music
Benvenuti sul sito dedicato ai nostri prestigiosi premi letterari. Scopri di più sui nostri concorsi e sui vincitori delle edizioni passate.
  • Home
  • PREMIO "F. PETRARCA"
    • Giuria
    • Edizioni e Vincitori
    • Regolamento
  • PREMIO MARIA MADDALENA MORELLI "CORILLA OLIMPICA"
    • Le Opere Premio
    • Giuria
    • Edizioni e vincitori
    • Premi Speciali Conferiti
    • Regolamento
  • GALLERIA
  • COLLABORAZIONI
  • CONTATTI
  1. Sei qui:  
  2. Home
  3. Premio Petrarca

I premi letterari di "Etruria Faber Music"

Livorno, ombra di gioventù

Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
V Edizione 2020
Categoria Adulti
I Premio

Livorno, ombra di gioventù

È questa diga che racchiude
con linea circolare l’orizzonte
il limite che non oso varcare.

Al di là un universo bramat
e sconosciuto: oltrepassare
lo sguardo vigile del faro,
spingersi al largo, verso la Meloria,
inseguire l’ombra azzurra dell’Elba,
oltre la Capraia, mentre uno spicchio
aspro d’Apuane s’affaccia
di lontano, sopra il mare…

Livorno, ombra di gioventù,
scrigno prezioso di affetti
ormai lontani, questa pioggia
di stelle in quest’agosto
t’illumina di sogni mai svaniti.

Placido è lo sciacquio della
risacca: la terrazza Mascagni,
più oltre i fossi, gli scali dei
mercanti del passato, sotto la
Darsena docile e paziente
offrono ai sogni dolce

insenatura: nell’ombrosa
frescura della sera i miei
pensieri inseguono un sorriso
che la risacca non può cancellare.

Solcano il cielo frammenti di cometa,
imago infranta dei sogni che cantavo:
a palpebre abbassate, mio malgrado,
è quel sorriso che colma la mia notte.

Elisabetta Biondi Della Sdriscia (Roma)

Motivazione
In questa poesia la città di Livorno diviene sfondo dei sogni di gioventù dell’autore e dell’ansia di quel tempo a spingersi oltre il “limite” geografico cittadino, qui descritto, con immagini nitide, come un dolce riparo. Si delinea un ritorno che, nonostante tutto, si “colma” di un sorriso. Pregevole la musicalità dei versi, l’uso dell’enjambement, la originale costruzione sintattica e il susseguirsi dei dettagli paesaggistici

Dettagli
Categoria: Premio Petrarca
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1101

L'ultima Fermata

Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
V Edizione 2020
Categoria Adulti
II Premio

L'ultima fermata

Madrid, stazione di Atocha

Finalmente rivedo
ragazzi baciarsi sulla banchina
in attesa del treno della gioia.
La primavera incalza
e gli istinti escono
dal letargo del lungo inverno,
ombre perdute nei viali
delle vane speranze.
Si guardano negli occhi
e s’accarezzano con lo sguardo,
poi sorridono alla scoperta
dell’intesa ritrovata,
sussurrano poche parole,
respiri profondi,
una risata e via.

Simili ragazzi immagino
sul treno della follia,
quale sarà stato l’ultimo
sguardo prima della fermata
della vita,
speranze finite in quella tragica
mattina, una come tante,
ma ora non più.
M’angoscia la viltà del gesto,
uomini e donne normali erano,
aquiloni legati al cielo,
e rubavano ogni istante
alla fatica del vivere,
per conservarsi vivi
ai propri figli,
anime perdute.

Pietro Catalano (Roma)

Motivazione
La poesia, suddivisa in due lunghe strofe, mette a fuoco momenti diversi nel tempo riferiti alla Stazione Atocha di Madrid, sede nel 2004 di un attentato. La gioia con cui alcuni giovani aspettano oggi il treno, scambiandosi tenerezze, è amaramente confrontata con le speranze troncate di altri giovani, vittime del vile gesto. Il linguaggio e lo stile sono freschi, puntuali nel cogliere stati d’animo dell’autore e dei protagonisti.

Dettagli
Categoria: Premio Petrarca
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1127

Il vento silenzioso della morte

Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
V Edizione 2020
Categoria Adulti
III Premio

Il vento silenzioso della morte

È un vento silenzioso quasi astratto
a trascinarci verso l’orizzonte
che appare come l’orlo dell’abisso
a noi viventi all’ombra della morte.
La piazza vuota al colmo del mattino
rende lo sguardo muto e sconsolato
a chi quasi a difendersi dal nulla
s’affaccia appena ai bordi della vita.
Il tempo sembra immobile, è un tormento
come una spada pronta a trapassare,
che fissa ad un centimetro dal cuore
non indietreggia né si lascia andare
al colpo che dilegua l’agonia.
Stammi vicina amica mia speranza
rinuncia ai tuoi propositi di fuga
da questa terra amara e maledetta,
rendimi almeno un palpito di luce.
Fa’ sì ch’io qui non resti a consumarmi
tra pile di ricordi e di rancori
ma possa ancora prendere per mano
la donna mia che attende sulla soglia
avvolta nel vestito dell’amore.

E se grida più forte la tempesta
e la paura annera ogni sorriso
perché il nemico occulto ci divora,
tu non abbandonarci alla deriva
ma guidaci nel tempio dell’aurora,
lontano, via da questa infausta notte.
Insegnaci ad usare le parole
raccolte lungo i viali del silenzio
per colorare di nuova bellezza
il volto sfigurato della vita.
Vedrai ritorneremo a camminare
con gli occhi accesi dalla meraviglia,
e finalmente ancora a respirare
il brivido innocente di un abbraccio. 

Vittorio Di Ruocco (Pontecagnano - SA)

Motivazione
La poesia, nata forse nei tempi del lockdown, esprime l’angoscia di un “tempo immobile” e di un lungo momento di dolore. L’autore, rivolgendosi all’”amica speranza”, la invita a non abbandonarlo e ad aiutarlo a ritrovare la “nuova bellezza” della vita. Parole chiave del testo l’antitesi ‘luce-ombra’ e ‘aurora-notte’. Il ritmo, pur nel tono triste del componimento, è sostenuto e si avvale dell’uso esperto dell’endecasillabo.

Dettagli
Categoria: Premio Petrarca
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1127

Dammi la mano

Premio "F. Petrarca" - Città di Arezzo
IV Edizione 2019
Categoria Ragazzi
III Premio

Dammi la mano

Ho visto un oceano
inginocchiarsi in compianto
quando lacrime di rive affamate
furono sazie all'alba di un'era

dammi la mano,
urlammo dalle rive di un fiume di pianto.

Ho visto un vento
sgretolare le chiese
quando fiati umani
spensero la danza delle candele.

dammi la mano,
implorammo i numi di un altare profano.

Ho visto montagne 
decorate da braccia fiacche
costruite da chi ancora
aspetta il grano giù in pianura.

dammi la mano,
sollevammo Giustizia come fosse una piuma.

Ho visto catene che strinsero il Bene alla mia cintura
imprigionata nel nome
di una Libertà nelle vesti di vergine.

dammi la mano,
dichiarammo innanzi alla legge.

Ho visto sette volte sette
respirare l'ultimo spiro
quando un cannibalismo meschino
nutrì le maree artificiali.

dammi la mano,
ancora cantammo

spalancando la via
per l'ultimo porto.

Chiara De Cillis (Balestrate - PA)

Motivazione
Il testo appare frutto maturo di vaste e meditate letture. Ardite metafore sostengono, con efficace padronanza dei mezzi espressivi, la proposta sempre più incalzante e drammatica dell’invocazione iniziale.

Dettagli
Categoria: Premio Petrarca
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1145

Pagina 9 di 23

  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13

Feed

Feed

Login Form

  • Password dimenticata?
  • Hai dimenticato il tuo nome utente?