Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
III Edizione 2019
Categoria "B" (Scuole Medie)
I Premio Assoluto
Elena Mora
Motivazione: Se dovessimo leggere le poesie Incontro e Specchio di verità della giovane Elena senza conoscere la sua età, saremmo qui a scrivere di una donna matura, vissuta, realizzata, che si volta indietro dopo tanto «camminare stanco sui selciati rotti», rivolgendosi malinconicamente verso «un ricordo di anni passati». Elena è una bambina o, se preferisce, una ragazzina, classe duemila sette: quando lo si scopre, si rimane basiti. I suoi versi lineari, nella loro semplicità e purezza, rivelano l’anima antica di chi scrive e di chi, in virtù di una memoria misteriosa, può poetare con versi ben assemblati e avere nostalgia di un passato che deve ancora venire. Chi scrive allora? La bambina o la donna che sarà, che fantastica di un futuro presente altrove? La giovane autrice parla di un «filo invisibile e sottile del destino che tanti anni fa legammo così forte», quasi volesse porre l’accento su un tempo irrimediabilmente e atavicamente passato. Per questo, indagare sulla natura spirituale dell’uomo è un dovere per ogni poeta; così, Elena si specchia nell’acqua nella quale vede qualcuno diverso da sé stessa. E non c’è cosa più vera dell’acqua che ti vede come sei, non come vorresti essere.
Incontro
Non so se avete presente
Quel camminare stanco
Sui selciati rotti.
Quei vestiti che non ti stanno più
Ma che hai ancora indosso.
Quel rumore e quei canti
Fuori, ma quel silenzio, con spifferi,
dentro.
Lo spiffero più bello,
interruzione al nulla maligno,
un semplice saluto,
un ricordo di anni passati.
Mi si presente davanti
Una bambina, sguardo un po’ curioso,
che chiede se il suo dolce ricordo
è sepolto sotto l’erba pallida
o vivo, da qualche parte,
in un cassetto dimenticato.
Il nome suona familiare,
e allora rivedo quel sorriso,
prima e ora, non cambiato da allora.
Parliamo di cose, un po’ vere
E un po’ sogni,
poi, persa, non la trovo tra la gente.
Ma io ti prometto
Che ti rivedrò, un giorno,
non so come e non so quando,
ma so solo che
il filo invisibile e sottile
del destino, fra noi, non si è ancora slacciato.
Perché tanti anni fa,
lo legammo così forte
che mai si spezzerà.
Elena Mora (Parma)
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Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
III Edizione 2019
Categoria "C" (Istituti Superiori)
I Premio
Cloe Buralli
Motivazione Con le poesie Ossimoro ed Essenza, la giovane poetessa Cloe Buralli intesse un personale quanto originale dialogo con un destinatario che appare velato e misterioso, contrapponendosi all’io lirico. La prima poesia, che sin tal titolo ripropone la figura retorica dell’accostamento e della giustapposizione di due elementi discordanti, pare appunto inanellare un dialogo che si dipana attraverso la costruzione ritmata di un “serventese” ricco di citazioni letterarie e di rimandi alla poesia di matrice classica. è forse la poesia stessa che Cloe vela dietro quel timido ma dirompente tu, che così spesso è associato a insigni poeti e a celebri figure come Odisseo, Catullo, Baudelaire, fino al culmine finale, secondo cui la poesia si identificherebbe con la leggera e inafferrabile Libertà. In Essenza, il richiamo dell’autrice è al grado più intimo dell’esistenza. Simbolo di pure colline e di mondi giallo-affollati da girasoli impazziti di luce (di eco montaliana), il viaggio è da sempre topos della rivitalizzazione e della riaffermazione fisica dell’essere umano: liberazione terrena, «caro dolore», «dolce ricordo».
Ossimoro
La figlia dice francese
Tu reciti Baudelaire
La figlia vive bacio
Tu leggi in Catullo baciamento
La figlia ama duttile
Tu come Odisseo occhi di ferro *
La figlia sussurra casa
Tu con i capelli al vento Libertà
Di anime perpetua discrepanza,
non negli occhi
non nelle terrazze
non nelle carezze
non nelle tue mani vizze,
nella danza
della figlia impropria, propria delle fluenti clessidre
e tu ancora figlia della poesia eterna, mai madre.
(*) Odissea, Canto XXI, vv. 211,212 “Ma i suoi occhi, quasi fossero di corno o ferro, restarono nelle palpebre immobili: nascondeva con astuzia le lacrime
.
Cloe Buralli (Buggiano - PT)
IV Liceo Liceo Classico Statale "C. Lorenzini" di Pescia (PT)
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Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
III Edizione 2019
Categoria "D" (Adulti)
II Premio
Gennaro De Falco
Motivazione E' poesia della presenza-assenza, della stasi e del dinamismo quella che connota i versi di Πάντα ῥεῖ e di Via El Alamein, 67 del poeta Gennaro De Falco. Nella prima riecheggia il motto del filosofo Eraclito: in una realtà intrisa di storia e inderogabilmente obbligata al divenire delle sue cose, si contrappongono quadri-immagini liberi di accennare al presente e al passato, svincolandosi così dagli statici criteri della cronologia degli eventi. In questo tempo dinoccolato, la figura femminile – metafora dell’amore – è parte dell’intimità atemporale del poeta, che sembra fungere da collante tra le due realtà l’ultimo verso: «e non c’era lesione tra te e il mondo». La poesia Via El Alamein, 67, ambientata a Milano, si mostra come un contemporaneo canto d’amore crepuscolare: la pesante routine di una metropoli e il suo traffico, l’ultimo autobus vuoto e forse poco profumato, il capolinea deserto, il finestrino forse opacizzato dai fumi del giorno. E proprio su questo finestrino, solo l’ombra della donna (o dell’amata?) si appoggia: un’apparizione salvifica, quasi angelica, tanto che il «nome» di lei «non ha più sillabe».
Via El Alamein, 67
Ci ammutiniamo,
ripetiamo la perpendicolare della carezza
tracciamo il rischio della collisione.
Questo è il compiersi dell’amore
astrarre la trasformazione, rinnegare
l’ipotesi nominale del tempo
quel tempo che finisce
inaudito e improvviso
nel grande gorgo di Milano
quando si spegne per sempre
la luce bianca della corsia
e si perde il centro,
esplode l’atomo, si frantuma l’universo.
Così pare vuota l’ultima corsa della 92,
nessuno al capolinea che aspetta, solo la tua ombra
appoggiata al finestrino.
Il tuo nome che non ha più sillabe.
Gennaro De Falco (Crotone)
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Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
I Edizione 2017
Categoria "A" (Scuole elementari)
I Premio Assoluto
Gabriel Tagliabue
Motivazione Degna di nota è la capacità, a tratti sorprendente vista la giovanissima età dell'autore, di mettere in relazione lo spazio circostante con lo spazio interiore, scorgendo e sfiorando intuizioni interessanti sia sul piano poetico, sia su quello spirituale. Suggestivi, nella loro inspiegabile maturità, sono poi alcuni versi carichi di mistero quanto pregevoli per semplicità, incisività e gusto stilistico. Illuminante e incredibile è la chiusa in Il sole e la morte che così recita: "la morte ci risucchia / niente ferma la natura / sempre ci sarà un domani / per vivere di nuovo". Ma ancora la metropoli definita "un giardino di pura infelicità" in Il giardino di cemento mostra tutta la capacità visiva di un giovanissimo poeta che già ci dice di vedere oltre la maschera che ha dinanzi. E infine in Le stelle e lo spazio emerge un leopardiano interesse per l'infinito, che diventa motivo di una nuova indagine introspettiva e allo stesso tempo consapevolezza di essere parte di quello spazio senza misura di cui non ci è dato sapere per vie materiali, se non con l'osservazione profonda e la necessità mistico-poetica di avere risposta, contemporaneamente, a ciò che gli occhi non vedono e a ciò che il cuore indica.
Il Sole e La Morte
La grande candela s'innalza.
Uomini
piccoli puntini
sul grande specchio del tempo.
Una volta
quando il mare toccava il cielo
un mostro di luce cadeva sui monti,
l'unica via di un canto di vita.
Stranezze, diversità
diventano nient'altro
che nuvole affollate nella mente del pensiero,
una sensazione di caldo
incessante.
Il mondo continua a girare
e noi
ci facciamo sempre più piccoli
per arrivare a una fine,
una fine inevitabile.
La morte ci risucchia,
niente ferma la natura,
sempre ci sarà un domani
per vivere di nuovo.
Gabriel Tagliabue (Seregno - MB)
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Antonella Di TommasoGiornalistaLaureata in Lettere con indirizzo storico conseguita presso l’Università degli Studi di Firenze, svolge dal 1990 la professione di giornalista ed è iscritta all’albo nazionale. Dopo aver lavorato per alcune testate nazionali sia quotidiani sia radiotelevisive, dal 1998 è responsabile di Uffici Stampa per Enti pubblici e privati. |
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Nell’ultimo decennio ha organizzato numerose mostre d’arte contemporanea.
Nel campo editoriale ha editato molte pubblicazioni a carattere storico tra queste ricordiamo la storia della Lebole, la più grande fabbrica manifatturiera della provincia di Arezzo; Il Casino dei Nobili aretini, la storia dell’ascesa e dell'affermazione della borghesia in Arezzo fra 700/800; mentre è in fase di pubblicazione la storia dei 70 anni di artigianato in provincia di Arezzo.
Attualmente è capo ufficio stampa di importanti Enti pubblici nonché membro del CdA della Tagete, Associazione degli Scrittori aretini.
Recentemente ha accettato come sfida, il lancio nel mercato di una nuova griffe nel campo degli accessori moda.
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Attenzione! Prorogato il termine delle iscrizioni per la VII Edizione del Premio Letterario Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia.
Avete tempo fino al 15 ottobre 2024 per inviare le vostre opere!
Il bando è consultabile alla pagina Bando di Concorso - VII Edizione
Potete scaricare la Brochure seguendo questo link (attenzione: nella brochure è riportata la data di scadenza originale!)
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