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Dacia Maraini

Motivazione Premio Speciale

Servizio e intervista a cura di Francesco Storai
(in costruzione)

Servizio TVL sull'evento (2 dicembre 2023).

La Giuria del “Premio Letterario Nazionale Maria Maddalena Morelli Corilla Olimpica – Città di Pistoia” riconosce in Dacia Maraini una figura di assoluto rilievo nel quadro della letteratura nazionale e internazionale di oggi.

Narratrice pluritradotta e pluripremiata, poetessa, drammaturga, sceneggiatrice, saggista, giornalista, Dacia Maraini è scrittrice a tutto tondo, universalmente nota e tra le più amate.

La sua vasta opera – situabile tra le ragioni dell’impegno di documentazione e denuncia della condizione femminile nella società moderna e la più ampia riflessione esistenziale sui temi della violenza, della sopraffazione e dell’alienazione – si configura come una singolarmente sfaccettata ma unitaria educazione al mondo. Un’educazione al mondo trasgressiva, indenne da pregiudizi e convenzioni di ogni tipo, secondo la cifra di un limpido realismo efficiente sia nell’inchiesta sul presente e nella dispiegata rievocazione storica non meno che nell’auscultazione interrogante e analogamente desiderosa di sapere del proprio, individualissimo destino di persona.

Ed è così che dopo avere raccontato attraversando secoli la vita di tante donne, da Marianna Ucrìa a Chiara di Assisi, a Maria Stuarda, nel suo nuovo libro intitolato Vita mia. Giappone, 1943. Memorie di una bambina italiana in un campo di prigionia la Maraini torna oggi a raccontare di sé, esplorando intensivamente una zona dolorosa della propria biografia intima rimasta per la massima parte ancora chiusa nel cassetto dei ricordi, ponendosi sulle tracce di quella meravigliosa bambina timida e risoluta che negli anni ha saputo trasformare la sua fame di cibo e libertà in un’inesausta e impavida forza creativa: in una grande, vigile e appassionata rivoluzione gentile affidata alle parole.

Marco Marchi


Nella Foto (da sinistra): Matteo Mazzone, Dacia Maraini, Marco Marchi

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 09 Agosto 2024
Visite: 1224

Mariella Bettarini

Motivazione Premio Speciale

Foto e intervista a Mariella Bettarini
(in costruzione)

Inaugurandosi un premio speciale all’insegna del femminile in sintonia con il femminile dell’antica poetessa pistoiese dedicataria del premio, la Giuria del «Premio Maddalena Morelli-Corilla Olimpica» riconosce in Mariella Bettarini una delle voci più significative, autorevoli e necessarie della poesia italiana contemporanea.

Una navigazione di lungo corso nel mare delle lettere e dell’impegno civile a esso intimamente connesso, che consente di parlare a pieno titolo di un premio alla carriera; e un’esistenza alla poesia dedicata, quella di Mariella Bettarini, che nell’esercizio della poesia ha di continuo trovato nel corso degli anni la sua regola più valida, la sua forma – lei, come i veri poeti, sempre in cerca di libertà – di obbedienza più profonda, la sua realizzazione più remunerativa e più alta. Nel dire questo si pensa in primo luogo alla sua vasta ed originalissima opera in versi approdata a un grande volume di ricapitolazione e di bilancio, inaugurata negli anni Sessanta e tuttora felicemente in corso, ma anche alla sua parallela, allargata, intrinseca e analogamente protratta testimonianza a favore della poesia e dei valori umani e societari di cui la poesia sempre, inevitabilmente, s’incarica.

Un premio insomma non solo alla bravissima autrice di raccolte come Tre lustri ed oltre, Poesie vegetali, Delle nuvole, Asimmetria, Zia Vera – infanzia, La scelta – la sorte, fino all’antologico, compendiario volume di A parole – in immagini del 2008 e ai recentissimi Haiku alfabetici, ma anche alla fondatrice di storiche riviste del secondo Novecento e della contemporaneità di nuovo millennio come «Salvo imprevisti» e «L’area di Broca», all’intellettuale militante, all’affiatata traduttrice di Simone Weil, alla generosa patrona di tanti giovani autori letterariamente ascoltati, incoraggiati e pubblicati nelle collane di «Gazebo» da lei dirette con la compianta Gabriella Maleti. 

E un premio, infine, tributato da Pistoia a una poetessa che ha vissuto e lavorato a Firenze, attestandosi come umile e operosa presenza al seguito e per molto tempo al fianco di grandi poeti come Carlo Betocchi e Mario Luzi all’interno di quegli splendidi ed inclusivi territori di riconoscimento di se stessi attuati per via di differimento – attraverso suoni, parole e immagini – nelle complesse, tragiche ed esaltanti vicende del mondo. Grazie al sogno e all’immancabile risveglio in chiave coscienziale che la dimensione poetica alimenta, Mariella Bettarini ha dato un senso alla sua vita. Ma facendo questo – in molti modi e secondo molte accezioni, ma sempre nel segno della poesia – ha umanamente rassicurato e accresciuto anche la vita degli altri.

Per tutto questo, Mariella, a nome di tutti grazie.

Marco Marchi


Nella Foto: Mariella Bettarini, Matteo Mazzone

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 09 Agosto 2024
Visite: 1249

Gabriel Tagliabue (2018)

Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
II Edizione 2018

Categoria "B" (Scuole Medie)
I Premio Assoluto
Gabriel Tagliabue

Motivazione: Con le poesie Morte in vita e Io vedo, Gabriel Tagliabue trionfa per la profondità di pensiero espressa e per la dote, certamente innata, di saper comporre un verso capace di far specchiare nel lettore la voce dell’Io poetante. Con Io vedo, il giovanissimo poeta si presenta con la capacità di guardare il mondo, grazie al “terzo occhio” della poesia, capendolo e sviscerandone l’anima a colpi di sguardi. Così, egli vede, comprende e subisce la solennità del sole e del suo cuore, l’oscurità delle nubi in comunione col buio interiore delle “anime vaganti sulla terra”, la celestialità del cammino, lo schianto delle foglie che cadono nel “campo dagli eterni ricordi”. In Morte in vita, per il poeta conoscere assume una valenza equivalente al ricordare: egli abbandona la sua dimensione umana, trasformandosi in un’entità atemporale, ai primordi delle cose e del mondo stesso. L’io poetante diventa così la parte di un noi panico e onnicomprensivo, la goccia di “un unico fiume” che scorre verso un luogo che l’autore arriva a descrivere in parte, tanto si fa chiara la sua visione: “qui non s’ode alcun grido, qui non s’odono lacrime di anime perdute. Qui s’ode il sonoro parlato di persone. Qui s’ode la vita”.

Andrea Bassani

Morte in vita

Non so se nel canto di mille sogni
Se in un mondo di umili fogli
Se nel dire del mio unico mattino
S’ode il pianto
S’ode il grido.
Io riconosco
Che nella mia sola esistenza
Non sono che una goccia
Nell’are dei sognatori.
Noi non siamo che
Un unico fiume
Nell’oceano della speranza.
Qui non s’ode alcun grido,
qui non s’odono
lacrime di anime perdute.
Qui s’ode il sonoro parlato
Di persone.
Qui
S’ode la vita.

Gabriel Tagliabue (Cureglia - Svizzera)

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1306

Alexandra McMillan

Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
I Edizione 2017

Categoria "D" (Adulti)
II Premio
Alexandra McMillan
Motivazione: Così rimescolati e alternativamente declinati i quattro principi naturali tout court - aria, terra, fuoco e acqua - nelle liriche di Alexandra Mc Millan questi si esplicitano come simboli e correlativi oggettivi di altrettanti precisi e individuabili istanti fotografici della propria interiorità: al vento della nostalgia e del ricordo, della memoria e del sogno si amalgama la terra come palcoscenico concreto e naturale, habitat materiale perché solida espressione dei sentimenti umani; alle fiamme guizzanti, scompigliate e dolorose dell’amore si oppongono la rugiada, il fiume e il mare della rinascita, del rinnovamento e della nuova speranza. Così le liriche formano un particolare linguaggio poetico confidente e aperto a una misura che si avvicina alla prosa poetica. Sono predilette, dalla poetessa, situazioni limite di ascolto minimale del silenzio, enigmatico compagno di viaggio, e dove è messo in gioco, appunto, un confine sempre più labile fra lirica e racconto. Il risultato ottenuto è di una compatta, sostanziale e precisa unità.

Giacomo Trinci

Vento in fiamme

E' come questo vento in fiamme, che parla e tu ascolti a mezza voce
immaginandoti spiga tra le spighe che si piegano al soffio, è giocoforza,
e però distratte, liberamente scompigliate in infinite direzioni, incuranti
dello spaventapasseri che spalanca le braccia invano, contorniato
dal cicaleccio delle gazze e dai passeri impudichi, ché avere i semi morsi
da stormi d'uccelli è cento volte meglio dello spietato taglio della falce,
e la grazia dello stelo sta nell'arrendersi alla leggerezza dei papaveri.
Chiederò perle di rugiada per il silenzio di queste notti grandi,
tremerò allo scintillio tenero degli astri sul fiume che mi benedice i fianchi
alla libellula che mi aleggia a fior di labbra, all'oro liquido e caldo dei fondali,
come il frutto consacrato sul ramo
che si sporge in uno sfiorare d'acqua e fronde.
A piedi nudi correrò sul greto, e il freddo bruciante avvolgerà le mie caviglie
perché meglio mi scuota la tempesta, il brivido impetuoso della pioggia;
poi ci accoglierà la carezza dell'erba, come un punto fermo nell'uragano,
questa luna di topazio e le stelle rincantucciate tra le nostre dita
e l'abbraccio tiepido dei corpi che usano il cielo come un manto.
Non ci vuole poi molto, un'altra vita appena, per distruggere i silenzi,
solo un'altra vita e basta.
Oggi ti capisco dal respiro.

Alexandra McMillan (Genova)

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1243

Giulia Venturi

Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
VII Edizione 2024

Sezione "Adulti"
I Premio

Giulia Venturi

Motivazione: Echi stilistici della poesia crepuscolare ed emulazione della cosiddetta “poesia delle piccole cose” connotano le liriche di Giulia Venturi, intitolate Questa mattina il bosco e Settembre. Tu crescevi. Nella prima, l’autrice si rivolge con timida graziosità alla naturalità di un bosco: tale paesaggio vago e indefinito nel tempo e nello spazio, tutto sospeso, pervaso e invaso in un’atmosfera nirvanica, ha la funzione di sviluppare un dialogo ineffabile che si esaurisce in un’auscultazione privata e intimistica. Solo la natura, nella sua primordialità intatta, è protagonista e fonte inesauribile di una ristorazione panica a quel «cammino di male» costituito dalle pene e dalle sofferenze che – per estensione – connotano la vita di tutti gli esseri umani. Nella seconda poesia, il periodo settembrino e la descrizione della fine dell’estate e del conseguente inizio dell’autunno divengono pretesti allegorici per una riflessione generale sui cambiamenti e sui passaggi obbligati nella vita. Così, la natura antropomorfizzata e il realismo cosale trasudano e riflettono – mediante correlativi-oggettivi – emozioni, sensazioni e accadimenti propri dell’esperienza privata dell’autrice.

Matteo Mazzone

Questa mattina il bosco

Questa mattina il bosco
mi premia col silenzio
tanto che le tue parole
mi sembrano offensive
uno stupro all’ineffabile
la mia loquela fallibile
contro il sempiterno sussurro delle foglie.

Si apre il pensiero infinito
all’indefinito biancheggiare di nebbia.

Cos’è reale?
Questo abete secolare,
la mia schiena sudata
questo perseguire un cammino di male?

Rimorsi mordono la vista familiare
delle abetine fitte da far paura
ai corpi sfiniti di nostalgia.

Settembre. Tu crescevi

Settembre. Tu crescevi,
nei sussurri di pioggia
che ti scollava la festa di dosso
nella solitudine che ingialliva
in un colore cruento
dentro ai bicchieri che ritrovavano
qualche loro spazio sulle credenze
incrostate dal correre di agosto.

Tu crescevi e prendevi il tuo posto
tra chi adora sentire
il silenzio armeggiare
con la pazienza fedele, autunnale
dentro un giorno dolcemente irreale.

Giulia Venturi (Orsigna, Pistoia - PT)

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 733

Annalisa Bandoni

Premio Maria Maddalena Morelli "Corilla Olimpica" - Città di Pistoia
II Edizione 2018

Categoria "C" (Istituti Superiori)
I Premio Assoluto
Annalisa Bandoni

Motivazione: Con le poesie Campo di fiori gialli e Berlino, la giovane poetessa Annalisa Bandoni esprime il suo dono poetico ora attraverso il topos classico e rivisitato della poesia di derivazione agreste e naturalista, ora attraverso l’uso del tema urbano e cittadino. Così l’autrice, nelle sue due liriche, ha dato prova della sua competenza nella sapiente manipolazione del verso e nel giusto e calibrato utilizzo del linguaggio poetico. Una competenza, la sua, che non identifica alcun artificio manieristico poeticamente preconfezionato, ma che libera e rende testimonianza della sincerità della parola, vera e autentica espressione verbale con cui l’autrice cerca e rincorre in ogni suo verso l’interlocutore. Esso, infatti, si fa destinatario del riso malinconico della poetessa e della sua richiesta di evasione e via di fuga dal tempo presente, raffigurato come una gabbia tanto routinaria quanto soffocante.

Erika Bertelli

Campo di fiori gialli

Tenterò di trattenere,
con qualche goccia di nero inchiostro,
l’essenza di meritevoli ricordi,
già ai bordi sfumati
dai soffi del tempo.

Impregnerò 
Di polline e mirtilli
Queste immacolate pagine,
affinché quel pomeriggio di maggio
possa sostare all’ombra della carta ingiallita;

Le costellerò di petali d’ambra,
quelli che si appiccicavano ai vestiti
e si intrecciavano ai capelli.

Odore di erbe selvatiche
E terra umida.

Raggi d’arancio
Dietro ad alte spighe d’erba,
che ondeggiavano al suono
di una melodia da noi percepibile.

E dunque balla,
volteggia
e ridi con me, ti prego,
fino a che il sole
non cadrà a terra addormentato.

Annalisa Bandoni (Pietrasanta - LU)

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Categoria: Premio Maria Maddalena Morelli
Pubblicato: 08 Agosto 2024
Visite: 1228
  1. Giada Frosini
  2. Elena Mora (2018)
  3. Pietro Catalano
  4. Ye Congle

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