Motivazione Premio Speciale

Servizio a cura di Francesco Storai 
(in costruzione)

Nella poesia di Milo De Angelis la Giuria del Premio Maria Maddalena Morelli Corilla Olimpica – Città di Pistoia ha riconosciuto all’unanimità una delle espressioni più alte dell’attuale poesia italiana. Questo premio attribuito a De Angelis vuole significare non solo un riconoscimento all’odierna attività creativa del poeta rappresentata dalla raccolta Linea intera, linea spezzata, apparsa nel 2021 nello Specchio di Mondadori, ma un riconoscimento complessivo, articolato e inclusivo: un premio, come si dice e come ci piace espressamente dire, “alla carriera”.

“La scrittura poetica è per Milo De Angelis – come notò molti anni fa un critico rimasto affascinato dal suo laboratorio espressivo – dettatura, voce che per essere ascoltata impone l’accettazione di un “io” spoliato e ferito al centro di una concezione fatalistica di tipo eschileo”. Le nozioni di totalità e di rilevato principio dell’amore instauravano già in altri termini, nell’iniziale De Angelis – quello di Somiglianze e soprattutto quello di Millimetri e Terra del viso, libri dei novecenteschi anni Ottanta –, una feconda dialettica distanza-inveramento giocata tra passato e presente, tra ciò che è già stato e risulta irrevocabilmente, esemplarmente dato una volte per tutte e trascorrere del reale, mito fattosi distensione leggendaria e puntuale, perenne compimento dell’istante. 

Un contrasto agonico che già pregiudicava l’evidenza rappresentativa e la perentorietà del segno di De Angelis, volto su tale strada a un superamento in chiave moderna dell’evocativo e del nostalgico e, parallelamente, degli ormai compromessi filtri tradizionali della memoria, a favore di una sorta di indomita presa diretta del reale. Una presa diretta in cui il tragico, senza inutili infingimenti o indulgenze, si imponeva con i suoi grandi temi oscuri della malattia e della morte, non esenti tuttavia da aperture in cui l’ossessione produceva luminose evocazioni, apparizioni della speranza.

Sono sommari rilevamenti di forme d’imprinting ispirativo e forme di fedeltà a esso, che ancor oggi, dopo tanti anni, possono valere a introdurci nell’universo poetico dell’autore: un universo che si irradia in un ampio e sempre necessario mosaico testimoniale che ha via via previsto Distante un padre, Biografia sommaria, il bellissimo Tema dell’addio, fino a Quell’andarsene nel buio dei cortili del 2010, al notevole Incontri e agguati di cinque anni dopo e all'ultimo, notevole, già citato Linea intera, linea spezzata.

E accanto a queste raccolte di versi, quante scritture saggistiche, quante traduzioni (ricordiamo soltanto le più recenti, Lucrezio e Baudelaire), quante sperimentate commistioni di generi di cui poi la poesia si rivela sempre la stella che conduce, la voce che ovunque parla! Fino alla recentissima, davvero fresca di stampa, antologia della poesia italiana dalle origini ai giorni nostri Immortale Parola, curata in collaborazione con Nicola Crocetti e Davide Brullo (Crocetti, 2025). Per tutto questo, Milo, a nome di tutti, grazie, grazie di essere qui stasera.

 

Marco Marchi


Nella Foto (da sinistra):