Premio Maria Maddalena Morelli

 Deiparae
sub imagine humilitatis
Sibi veneratissimae
Maria Maddalena Morelli Fernandez pistoriensis
Sertum
nomine corillae olimpicae sibi Romae impositum
moriens donavit (1800)

Queste parole sono riportate in lettere d'argento su un panno intessuto con filo d'oro e fodera di seta gialla ed accompagnano una corona di alloro, formata da foglie di carta tinta di verde, sostenuta da fil di ferro e legata da un sostegno circolare. E' decorata da bacche di legno dorato e le due estremità sono unite da un nastro a strisce di colore rosso, bianco e dorato. Il tutto è posato su un riquadro di seta bianco, bordato di gallone oro.

A di detto 17 marzo 1727

Maria Maddalena Romola,
figlia di Jacopo di Giovanni Morellj e della Maria Caterina, figlia di Francesco Buonamicj sua moglie.
Cappella di S. Paolo
nata il di detto a ore 9.00
Compare  Ill.mo Signor Can. Cosimo Dal Gallo 
Comare Ill.ma Maria Angiola Vuier e detta Vanna
e Ill.ma Signora Maria Maddalena Fioravanti Dal Gallo.

Battezzò P. Pietro Bongi Stantese.

Come riporta il registro dei battesimi del 1727, Maria Maddalena Morelli nacque il 17 marzo a Pistoia, in via Amati, nella comunità di Porta Carratica e lo stesso giorno fu battezzata in Cattedrale. 
Figlia del primo violino della Cappella dei Musici di San Zeno, fu la più famosa improvvisatrice del Settecento. La frequentazione di case nobiliari sin da piccola, le permise di avvicinarsi alla letteratura e alla filosofia. Trascorse un breve periodo presso il collegio delle Salesiane di Pistoia per poi frequentare la casa del cavaliere Francesco Baldinotti, che la presentò a personaggi quali la Principessa Pallavicini di Firenze che la accolse come dama di compagnia.
A soli  20 anni mostrava una capacità innata per la poesia “estemporanea”. Nel 1750 giunse a Roma al seguito della Principessa Pallavicini ed ebbe la possibilità di conoscere la principessa Rospigliosi. E' in questo periodo che fu annoverata nell'Accademia dell'Arcadia, una Accademia Letteraria esclusiva fondata grazie all'opera della regina Cristina di Svezia, circa 60 anni prima.
Ogni poeta cui era permesso di accedere in Arcadia, riceveva un nuovo nome (utilizzato solo all’interno dell’Accademia e nella attività letteraria). Questo nome doveva essere formato da due parole: la prima era estratta a sorte, l’altra era scelta dal poeta dal mondo della mitologia. Il nome che fu sorteggiato per Maria Maddalena Morelli fu “Corilla“ e, per ricordare il mondo degli Dei e delle Muse, la sua scelta fu il nome ”Olimpica”.
Nasceva, alla Poesia “Corilla Olimpica”.

La sua figura destò reazioni contrastanti; alcuni la lodarono e ammirarono, altri la odiarono fortemente. Visse per 10 anni a Napoli sotto la protezione di Faustina Pignatelli e sposò un gentiluomo impiegato nella Segreteria di Guerra (Ferdinando Fernandez). Ben presto abbandonò sia il marito che il figlio da lui avuto e non si occupò più di loro. Nel 1760 fu a Roma dove sarà fortemente ostacolata dai Gesuiti, al punto che dovrà andarsene per rifugiarsi a Pisa; da qui, inizierà altre lunghe peregrinazioni tra le diverse corti italiane.

Nel 1761 istituisce a Siena una sua Accademia detta Ordine dei Cavalieri Olimpici e pochi anni dopo pubblica a Bologna “Canto In Lode di Maria Antonietta.

Viaggiò a lungo anche in Toscana, nelle città di Pisa, Siena, Firenze; ebbe la possibilità di incontrare personaggi come Giacomo Casanova e Pietro Belli, visitò Venezia, Parma, Modena e Bologna. La sua poesia varcò gli attuali confini dell’Italia, raggiungendo la corte dell’Imperatrice Maria Teresa D’Austria.

Compose versi esclusivi per l'Imperatrice, il “Canto in lode di Maria Teresa Imperatrice” e, in occasione del matrimonio di Pietro Leopoldo, improvvisò poesie per tre sere. Queste rare abilità le permisero di essere nominata ufficialmente, ad Innsbruck,  “Poetessa di Corte”. A Vienna scrisse un poema epico e alcuni volumi di poesie liriche che dedicò all'imperatrice Maria Teresa d'Austria e che destarono l'ammirazione del poeta Metastasio. Nel 1766 divenne membro dell'Accademia Clementina.

Quando Pietro Leopoldo ricevette il titolo di Granduca di Toscana, Maria Maddalena tornò in Italia, a Firenze, ove ebbe la possibilità di incontrare, bambino, chi negli anni avvenire avrebbe lasciato il suo segno nella storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart.
Non restano molte notizie in merito a questo incontro, se non nella corrispondenza familiare di Leopold Mozart, da cui è stato possibile ricostruire che Corilla, affascinata dal piccolo talentuoso, scrisse per lui un sonetto che fu poi consegnato al padre.

La sua popolarità è stata tale che fu ritratta da alcuni noti pittori, tra cui Venceslao Werlein e Pietro Labruzzi, in un quadro destinato alla sede arcade, così come da scultori del calibro dell'irlandese Christopher Hewetson, che ne realizzò un busto marmoreo.

Nel 1775 Corilla tornò a Roma per affrontare la prova per ottenere l'incoronazione papale, su insistenza del Principe Luigi Gonzaga. Il 12 gennaio del 1775 Maria Maddalena fu sottoposta alla prima prova per ottenere la corona (Acclamazione) e compose una poesia dal titolo “Pastorella Acclamata”. Il 9 febbraio, giorno della seconda prova (Glorificazione), riuscì ad improvvisare su dodici argomenti diversi.
Il 31 Agosto 1776 il Custode Generale d’Arcadia le pose sul capo la corona di alloro, Corilla ottenne la Laurea Poetica, tuttavia soltanto nel 1778, ottenne dal papa l'assenso all'incoronazione di Poetessa laureata e al conferimento del titolo di Nobile Romana. 

Onore simile, in precedenza, era stato concesso solo a Francesco Petrarca nel 1341 e al poeta improvvisatore Bernardino Perfetti.

Maria Maddalena Morelli  regalò la corona d'alloro alla Basilica della Madonna dell'Umiltà di Pistoia (dove è tuttora conservata).

  


Bibliografia:
“Il Ritorno di Corilla” – BATIGNANI MASSIMO
“Maria Maddalena Morelli – in Arcadia Corilla Olimpica” – GAGGINI ALESSANDRA
“Due Donne del ‘700” – MORELLI LUCIANA

 A cura di Lavinia Cioli

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