Premio di Poesia
"Francesco Petrarca"
- Città di Arezzo -

IV Edizione
2019

Categoria Ragazzi

Secondo Premio

 

Vivere di Poesia

 

Desidero trascorrere
questo viaggio a fianco
di una compagna speciale.

Voglio svegliarmi
con il piacevole eco
dei miei pensieri notturni.

Essere cullata
dalle soavi parole
di una riflessione ammaliante.

Potermi sfogare impugnando
una penna e scagliando
tutto il mio malessere
su un foglio di carta.

Potermi aggrappare 
alle sue protettrici ali,
volare nell'immensità
delle parole e
non provare disorientamento
ma soltanto un piacevole abbandono.

Voglio che mi rimbocchi le coperte
quando sono esausta e
ho la sfrenata voglia
di scrivere ancora
una nuova frase.

Quella compagna sei tu Cara Poesia.

 

 

Rachele Bolognini (Massa e Cozzile - PT)

Premio di Poesia
"Francesco Petrarca"
- Città di Arezzo -

IV Edizione
2019

Categoria Adulti

Primo Premio

 

Ritorno alla Terra

Ho lavato l'acqua salata

salamoia incrostante

sporcandomi le mani

nella turgida terra argillosa.

 

Ho arenato il mio barco

contro l'albero d'ulivo

bitta secolare

delle più fertili tradizioni.

 

Ho abbattuto le antenne sul tetto

per sostituirle con la banderuola

ad indicarmi la direzione del vento

e ricordarmi le storie dei mari solcati.

 

Ho guardato le mie mani 

striate e bruciate

dalle crude fibre delle cime di raffia

per ricordare le piaghe e i geloni

di quelle di mio nonno

temprate dal duro lavoro dei campi.

 

Ho ritrovato la mia essenza 

nell'odore della terra riarsa

profumo intenso e pastoso

rimembranza lontana

delle sordide giornate

sugli sterrati polverosi

a rincorrere un pallone.

 

Ho ascoltato i lamenti del vento

fra le fronde degli alberi

a ricordarmi

le urla del mare sulle sartie

sirene tempestose

dell'oceano ostile.

Cosimo Rotolo (Pescara)

Premio di Poesia
"Francesco Petrarca"
- Città di Arezzo -

IV Edizione
2019

Categoria Ragazzi

Primo Premio

 

Piccolo Paradiso

Questa notte

ammirerò le stelle,

ma ora avverto il "calore"

del vespro;

il suo sguardo rossastro

domina le montagne.

Vorrei fuggire

da questa città

tra lo scalpitio delle persone

ed il tempo che scorre

frenetico.

Irrefrenabile l'impulso

di correre fra quei sentieri

dove ogni giorno è magia,

dove ogni attimo si trasforma

in libertà.

Inseguo la luce dell'alba

cercando di raggiungere la vetta

prima che cali

la sera.

Quanta gioia refrigerarsi

nelle acque fresche 

dei ruscelli...

fra i suoni del bosco

che colmano l'anima.

Ora, nostalgica m'immergo

in quel mondo 

surreale ove

ho ritrvato

il mio piccolo "Paradiso".

 

Melissa Storchi (Bibbiano - R. E.)

Premio di Poesia
"Francesco Petrarca"
- Città di Arezzo -

IV Edizione
2019

Categoria Ragazzi

Terzo Premio

 

Dammi la Mano

Ho visto un oceano
inginocchiarsi in compianto
quando lacrime di rive affamate
furono sazie all'alba di un'era

dammi la mano,
urlammo dalle rive di un fiume di pianto.

Ho visto un vento
sgretolare le chiese
quando fiati umani
spensero la danza delle candele.

dammi la mano,
implorammo i numi di un altare profano.

Ho visto montagne 
decorate da braccia fiacche
costruite da chi ancora
aspetta il grano giù in pianura.

dammi la mano,
sollevammo Giustizia come fosse una piuma.

Ho visto catene che strinsero il Bene alla mia cintura
imprigionata nel nome
di una Libertà nelle vesti di vergine.

dammi la mano,
dichiarammo innanzi alla legge.

Ho visto sette volte sette
respirare l'ultimo spiro
quando un cannibalismo meschino
nutrì le maree artificiali.

dammi la mano,
ancora cantammo

spalancando la via
per l'ultimo porto.

Chiara De Cillis (Balestrate - PA)

Premio di Poesia
"Francesco Petrarca"
- Città di Arezzo -

IV Edizione
2019

Categoria Adulti

Secondo Premio

 

Dentro una lacrima d'azzurro

Triste questo mio andare ora che il silenzio è pena

solitudine di giorni a disegnare stagioni

consacrate ad un perpetuo inverno.

I tuoi piccoli passi di neve mani hanno lasciato traccia

sulla terra ostile dove affondano radici di dolore.

E lo sguardo si perde oltre il buio

a indovinare il tuo sorriso dietro una lacrima d'azzurro.

Solitudine di onde in un abbraccio di mare

e un'impronta d'acqua su rive d'infinito.

Sono giorni di pioggia sospesi sul cuore,

un'ipotesi di tempo che non è

mentre stringo la notte fra le mani vuote di te, di noi.

Lievi i tuoi passi s'allontanano nell'ombra di una candela accesa

su altari di dolore e solo rimane al risveglio

la crudele verità di un'assenza.

E' sceso il silenzio delle stelle fra noi,

stanco il mio vivere a cercare memorie in un sogno fragile

come un fiore di cristallo posato sul cuore.

Forse un giorno riposerò le mie ali di vento,

gabbiano su lidi di sabbia a cercare l'ultimo raggio di sole

in una deriva d'azzurro prima del tramonto.

Rita Muscardin (Savona)

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